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IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASALMAGGIORE
A) VOLENDO promuovere una cultura della solidarietà tra i popoli attraverso la creazione di rapporti economici basati sui criteri dell'equità e della giustizia; B) RICONOSCENDO la necessità di "pensare globalmente ed agire localmente",affinchè il principio della solidarietà, ossia la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune, trovi applicazione in strutture concrete; C) RICONOSCENDO i danni che una politica commerciale internazionale dissennata ha provocato e continua a provocare nel sud del mondo, nonchè le ripercussioni negative sulla nostra metà del pianeta; D) DENUNCIANDO le gravi ingiustizie che diverse multinazionali occidentali stanno compiendo verso i produttori dei Paesi in via di sviluppo, impedendo di fatto l'avvio di un reale processo di crescita economica e sociale; E) PRENDENDO ATTO che il Parlamento Europeo ha approvato il 19 Gennaio 1994 una risoluzione sulla promozione del Commercio Equo e Solidale tra Nord e Sud del mondo, nella quale, tra l'altro, si auspica la creazione di reti locali di commercializzazione e di consumo dei prodotti del Commercio Equo e Solidale; F) VISTA l'ultima risoluzione del Parlamento Europeo approvata all'unanimità il 2 Luglio 1998 con la quale si riconosce che il Commercio Equo e Solidale è uno dei modi più efficaci per favorire lo sviluppo dell'uomo e per promuovere regole internazionali in materia economica e commerciale ispirate a maggiore giustizia ed equità tra Nord e Sud; G) RICONOSCENDO la preziosa opera che numerose organizzazioni non governative e associazioni non-profit svolgono per la promozione del Commercio Equo e Solidale; H) DATO ATTO che numerosi Consigli Comunali hanno approvato mozioni in appoggio al Commercio Equo e Solidale, alla finanza etica ed al sostegno di iniziative contro lo sfruttamento del lavoro minorile;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA 1) A promuovere concrete iniziative per la diffusione nella nostra città di una cultura del Commercio Equo e Solidale tra Nord e Sud del mondo 2) A promuovere iniziative di informazione e formazione dei consumaton per metterli a conoscenza del valore e dei vantaggi del Commercio Equo e Solidale e per educare ad un consumo intelligente ed alternativo dei prodotti e delle risorse 3) A favorire e promuovere la commercializzazione dei prodotti del Commercio Equo e Solidale nella nostra città 4) A raccordarsi in queste iniziative con associazioni ed organizzazioni che nella nostra città già stanno operando per la promozione del Commercio Equo e Solidale 5) Ad evitare di utilizzare per i servizi e le strutture comunali prodotti di multinazionali che apertamente violano i diritti e la dignità dei produttori dei Paesi in via di sviluppo 6) A preferire negli acquisti per i servizi e le strutture comunali, ove possibile, prodotti provenienti dal Commercio Equo e Solidale 7) Ad esercitare le necessarie pressioni affinchè le citate risoluzioni del Parlamento Europeo vengano recepite dall'ordinamento italiano ed affinchè si adottino miusure per favorire finanziariamente e giuridicamente le varie ATO (Alternative Trade Organizations = Organizzazioni per il Commercio Alternativo). |
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